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 Libri delle Virtù - Libro 1 - Il mito Aristotelico

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sacred90

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PostSubject: Re: Libri delle Virtù - Libro 1 - Il mito Aristotelico   Thu 2 Jun - 13:19

La fine dei tempi II: Il castello

E fu allora che l’orrore ebbe inizio.

Il
cielo si oscurò, riempiendosi di nuvole tenebrose. Il tuono rimbombò,
risuonando in tutte le capanne. E la pioggia iniziò a cadere. Un
diluvio come nessuno ne aveva mai visti fino ad allora! Le bufere
giravano vorticosamente e il mare si fece così agitato che vidi molti
pescatori sparire fra le onde. Tutti si misero al riparo, ma la pioggia
non smise più di cadere.

Per tre giorni e tre notti, essa si
adoperò per annullare tutti gli sforzi degli agricoltori, che,
impotenti, vedevano morire i loro raccolti. Le strade si trasformavano
in torrenti. Tutta la regione era colma d’acqua. E il mare sbatteva con
tutta la sua furia contro la città, distruggendo i moli, affondando
persino le barche più grandi, e andando ad abbattersi contro la costa.

Poi,
il cielo si oscurò ancora di più, soffocando completamente i raggi del
sole, e tutto era ormai illuminato solo dai fulmini il cui rombo
risuonava in tutte le case dove la gente si stringeva, impaurita. La
pioggia divenne sempre più fredda, trasformandosi in neve. Il gelo
portò a termine la distruzione delle colture e il vento glaciale
sferzava le case, dove la gente, terrorizzata, soffriva la fame e la
sete senza aprir bocca.

Allora, la neve si trasformò in
grandine. Questa era composta da enormi chicchi, grossi come un pallone
da soule e duri come la pietra. Colpirono con tutta la loro forza le
solide mura e gli edifici in pietra. I tetti sembravano patire questo
trattamento, ma si sforzavano di resistere. Ma non fu comunque
abbastanza, poiché molte case crollarono sulla testa dei loro
sventurati abitanti, in mezzo a grida disperate d’aiuto che si persero
nel frastuono del cataclisma.

Ma il calvario sembrò aver fine
quando la grandine diminuì e poi cessò. Poco a poco, la gente uscì dai
modesti ripari e molti fra loro, sconvolti, si diressero verso il
castello, perché le loro domande trovassero una risposta. Il parroco e
il principe si rivolsero allora alla folla. Ma il discorso del capo
temporale fu interrotto dal crollo della torre, che lo schiacciò senza
alcuna forma di processo.

Infatti, la terra aveva cominciato a
tremare. E lo sfortunato eletto era venuto a trovarsi sulla traiettoria
verticale del gigantesco monumento. La gente si mise a correre per
raggiungere i ripari. Ma le fragili case crollavano l’una dopo l’altra.
Le strade si aprivano, si aprirono crepacci che divoravano con le loro
fauci di terra gli sventurati che si lasciavano prendere nella loro
terribile morsa. Le mura, già scosse dalla grandine, crollarono,
contribuendo anch’esse ad aumentare il numero dei morti.

Così
tutta la città, poco a poco, crollò, lasciando un gran numero di
persone in preda al panico. Solo la chiesa era scampata agli assalti
degli elementi scatenati; sembrava che essi avessero risparmiato
l’edificio santo. La terra smise di tremare e si fece la calma. Senza
una parola, i sopravvissuti si raggrupparono allora intorno alla casa
dell’Altissimo. Lì stava il parroco. Predicava il pentimento per gli
errori commessi. La sua carica era ammirevole, ma nella sua voce si
poteva percepire l’angoscia che le sue preghiere non bastassero a venir
loro in soccorso. Tuttavia, tutti ascoltavano la predica del parroco
come mai avevano fatto prima.

Ysupso
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sacred90

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PostSubject: Re: Libri delle Virtù - Libro 1 - Il mito Aristotelico   Thu 2 Jun - 13:20

La fine dei tempi III: La chiesa


Il vento colpiva le
fiancate della chiesa, facendo tremare tutta la sua struttura. Il
cielo, tenebroso e glaciale, era pieno di nuvole minacciose di
proporzioni gigantesche. Tutt’intorno all’edificio santo, il fulmine
squarciava il cielo, subito seguito dal suo complice, il tuono, il cui
rimbombo risuonava nei cuori terrorizzati dei fedeli.

Il
parroco li incitava alla preghiera. Ricordava loro incessantemente che
non avevano nulla da temere se tenevano in mente le parole divine
rivelate dal profeta Aristotele e da Christos, il messia. La purezza
della sua fede lo spingeva a incitare quelli che lo ascoltavano a far
penitenza per i loro errori. E ripeteva senza sosta che era venuta
l’ora di sentire in confessione quelli che avevano commesso dei
peccati. Ma nessuno lo ascoltava più: il terrore aveva la meglio sulla
ragione e tutti ora guardavano attraverso le vetrate della chiesa.

Fu
allora che la terza calamità si abbatté su di loro. Il vento raddoppiò
d’intensità, trasformandosi in bufera e poi in tempesta. Il cataclisma
raggiunse l’apice quando un enorme tornado arrivò a investire
l’edificio santo. Esso frantumò le vetrate della chiesa, riempiendo
l’edificio santo col suo soffio glaciale. I frammenti di vetro colorato
caddero in una pioggia di lame affilate sugli sventurati che si
trovavano lì sotto.

Il tornado scagliò le panche contro i
muri, mandandole in pezzi. Investì i fedeli, che andarono a sbattere
l’uno contro l’altro. Fece crollare le statue dall’alto dei loro
piedistalli, frantumandole in mille pezzi. Le pesanti e imponenti porte
della chiesa erano vecchie di secoli. Avevano conosciuto i tormenti del
tempo senza mai mostrare la minima debolezza. Ma il tornado le fece
volar via come fossero fuscelli di paglia.

Il rumore della
tempesta copriva le esortazioni alla preghiera del parroco. Questo si
interruppe quando vide un bambino a terra. Un’enorme trave minacciava
di cadergli sopra. Il parroco si gettò allora su di lui e lo spinse via
dalla traiettoria del mostro in legno. Questo sacrificio si rivelò
purtroppo inutile, poiché l’intero edificio crollò sulla testa dei suoi
abitanti, e solo qualche sopravvissuto riuscì a salvarsi.

Questi
ultimi non furono i più fortunati, poiché ebbero alla fine la sfortuna
di assistere all’ultima calamità. La città era ormai ridotta a un campo
di rovine col suolo spaccato, il mare era scatenato sotto un cielo nero
come l’inchiostro squarciato dai fulmini, i campi, i pascoli e i
frutteti erano inondati e solo alcuni alberi stavano in qualche modo in
piedi.

I sopravvissuti videro allora questi ultimi prender
fuoco. Urlarono con tutta la forza che restava loro. Il vento, fino a
quel momento glaciale, si arroventò, in un vero e proprio rogo a cielo
aperto. Le nuvole divennero rosse, riflettendo le fiamme che
sommergevano la regione. Queste divorarono tutto ciò che era
sopravvissuto in un gigantesco braciere. Gli sventurati che erano
sopravvissuti alle altre tre calamità gridarono per il dolore quando il
focolaio distrusse la loro carne, senza lasciare più nulla dei loro
corpi.

Ysupso
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PostSubject: Re: Libri delle Virtù - Libro 1 - Il mito Aristotelico   Thu 2 Jun - 13:20

La fine dei tempi IV: Il giudizio divino

Alzai gli occhi dallo
specchio d’acqua dove quelle immagini terribili si erano appena
mostrate ai miei occhi. Tremavo con tutta la mia anima; le urla di
sofferenza delle povere vittime delle quattro calamità risuonavano
ancora nel mio cuore. Piangevo calde lacrime, tanto era orribile la
sorte di quei poveri infelici.

Allora Dio, con voce dolce e
rassicurante, mi disse: “Vedi come rischia di finire il mondo che tanto
ami. Sarà distrutto dall’acqua, dalla terra, dal vento e dal fuoco. Ma
non aver paura, poiché se vi mostrate virtuosi potrete evitare queste
inutili sofferenze. E coloro che vivono nella virtù non abbiano da
preoccuparsi, poiché mai Mi dimentico di coloro che Mi amano.” Così mi
parlò l’Altissimo. Vidi in effetti le nuvole scomparire, i venti
chetarsi, le fiamme spegnersi. Ma la terra tremò come non mai.

E
gli uomini e le donne che avevano vissuto le atrocità che avevo potuto
vedere nell’acqua volarono via dal mondo. Erano innumerevoli, in piedi
l’uno accanto all’altro, come un mare di umani. Nonostante il tempo
indefinito che avevano aspettato sottoterra, sembravano aver ritrovato
una nuova giovinezza. Si alzarono in volo in una magnifica nuvola di
esseri che andavano a raggiungere il loro Creatore.

Dietro di
loro, vidi il mondo, gigantesca palla di materia. Tutti gli umani
l’avevano lasciato. La sua superficie cominciò a spaccarsi; fiamme
titaniche sorgevano dalle crepe che si erano formate. Poi, tutto il
mondo si infiammò. Illuminava gli altri astri con una potente luce
rossa. Alla fine, con un’esplosione incommensurabile, portò a termine
la missione che Dio gli aveva affidato.

Gli umani si
sistemarono lungo le stelle, su quella che chiamiamo la via lattea. Si
disposero allora in una fila che sembrava interminabile. Alcuni
parevano felici di aspettare il Giudizio Divino, altri versavano calde
lacrime, rimpiangendo di non aver saputo ascoltare la parola divina
trasmessa dal profeta Aristotele e da Christos, il messia. Gli angeli
aspettavano pazientemente gli umani sul sole. E sulla luna, i demoni
vomitavano il loro odio in faccia ai futuri giudicati.

E Dio
mi parlò: “Vedi questi uomini e queste donne che si trovano ora uniti
nell’attesa del giudizio della loro anima. Vi ho fatti aspiranti alla
virtù e ho fatto quest’ultima in maniera tale che se uno di voi
l'avesse praticata, essa si sarebbe trasmessa agli altri.” Riconoscevo
in queste parole gli insegnamenti di Aristotele e le parole di
Christos! “Tutto ciò aveva uno scopo, aggiunse, servirMi, onorarMi, e
amarMi, ma anche amarvi l’un l’altro. Io sono la mano invisibile che
guida i vostri passi, ma molti di voi hanno voltato le spalle alla Mia
Parola.”

“Sarete giudicati uno a uno quando morirete, ma non
sarà sempre così. Infatti, ho concesso alla creatura a cui non ho dato
un nome la possibilità di dimostrare la verità delle sue parole,
secondo cui il più forte deve dominare il debole. Se ancora una volta
un così gran numero di voi si allontana da me, ciò che hai visto nello
specchio d’acqua si compirà. Se vi dimenticate di nuovo dell’amore che
Io provo per voi e se non mi amaste più, ciò si avvererà. Se la Mia
Parola, rivelata da Aristotele e Christos, non sarà più ascoltata,
distruggerò il mondo e la vita, poiché non sarà più l’amore a
governarli. Allora, fai in modo di non lasciare che la Mia Parola si
perda nell’abisso dell’oblio”.

Ecco perché vi rivelo questo.
La virtù deve guidare ogni nostro passo. Ognuno di noi deve
trasmetterla al prossimo. Questa è la Parola di Dio. Non vi allontanate
dalla saggia guida della sua mano, oppure verrà il giorno in cui il
mondo scomparirà e saremo tutti giudicati!

Ysupso
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PostSubject: Re: Libri delle Virtù - Libro 1 - Il mito Aristotelico   Thu 2 Jun - 13:20

La fine dei tempi V: Le domande

Tuttavia, molte domande non
avevano ancora trovato una risposta. Chiesi a Dio se poteva far luce su
di esse e Lui, nella Sua grande misericordia, accettò.

Gli
chiesi: “Quando saremo giudicati? Quali saranno le pene e le ricompense
che avremo?” Mi rispose: “Ho deciso, quando ho fatto degli umani i miei
figli, di far loro il più bello dei regali: ho reso tutti i vostri
spiriti delle anime, permettendovi di raggiungere il Paradiso se
seguite gli insegnamenti di Aristotele e di Christos, ma punendovi con
gli Inferi se vi allontanate dalla via che hanno tracciato. Siete in
corso di giudizio per tutta la durata della vostra vita. Ogni pensiero,
parola e azione influisce sulla Mia decisione finale. Quando ciascuno
di voi muore, Io decido la vostra destinazione eterna. A seconda che
siate stati virtuosi o peccatori, raggiungete le schiere degli eletti o
dei dannati.”

Gli chiesi poi: “Ma che aspetto avranno gli
umani che avranno accesso al sole o alla luna? Non saranno altro che
puri spiriti? Che ne sarà dei nostri corpi? Cosa sono quegli angeli e
quei demoni?” Mi rispose: “Il corpo non può vivere senza la mente e la
mente senza il corpo, poiché ho creato la vita come unione di questi
due stati. Quando un umano accede al Paradiso o all’Inferno, il corpo
che aveva sul mondo è abbandonato per alimentare la vita e un nuovo
corpo gli viene dato in cambio. Quest’ultimo è a immagine della mente
dell’umano: ne rappresenta la bellezza o la bruttezza. Gli angeli sono
quelli che, grazie alla loro santità, hanno ottenuto un corpo così
perfetto che stanno al mio fianco sul sole. I demoni sono quelli che
hanno vissuto nell’errore così a lungo che il loro corpo non è che
orrore e bestialità”.

Gli chiesi ancora: “Il battesimo è il
sacramento che sancisce l’ingresso di un uomo nella comunità dei
credenti. Senza di esso, non vi è possibilità di accesso al Paradiso.
Ma cosa ne è dei poveri bambini la cui vita finisce prima che abbiano
la possibilità di essere battezzati?” Mi rispose: “Vi ho reso eletti
alla vostra nascita, poiché tendete a Me naturalmente. Sono i vostri
peccati ad allontanarvi dalla Mia divina perfezione.”

“Il
battesimo permette alla virtù di riscattare il peccato, permette
all’amore di vincere l’accidia. Un virtuoso non battezzato non vedrà
cancellati i suoi errori, poiché non ho benedetto la sua entrata nella
comunità dei Miei fedeli. Ma non credere che il fatto di essere
battezzato ti autorizzi a peccare senza vergogna. Questo sacramento è
solo il mezzo per vivere nella virtù. Ma tutti quelli che non sono
stati battezzati, siano essi bambini o adulti, se non hanno
assolutamente mai commesso peccati, potranno lo stesso accedere al
Paradiso.”

Gli chiesi infine: “La Fine dei Tempi dovrà per
forza avvenire?” Mi rispose: “No, deciderò di distruggere il mondo se
gli uomini si abbandonano talmente tanto al peccato da finire col dare
ragione alla creatura a cui non ho dato un nome. Sappi che il destino
del mondo dipende solo dalla vostra virtù. Spetta a voi rispettare la
parola che ho trasmesso a Aristotele e Christos poiché, se vi
comportate come gli abitanti di Oanilonia, il vostro vizio deciderà la
sorte del mondo che tanto amate.”

Allora, Dio mi disse che era
giunto il tempo che io tornassi a casa, che il mio sogno finisse, e che
mi svegliassi. Alleviato per aver tanto imparato da Dio Stesso, tornai
dunque al mio lettuccio caldo, dove mi svegliai. Ancora scosso da
quelle rivelazioni, cominciai a mettere per iscritto questo messaggio
di Dio Stesso.

Ysupso
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