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 Statuto dell'Intendenza

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Grumio
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PostSubject: Statuto dell'Intendenza   Thu 12 Jan - 10:53

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Statuto della Intendenza della G.E. Italica

Capitolo I: Delle funzioni dell'Intendenza

I.1: Diretto da un Alto Dignitario detto Primo Intendente, ha lo scopo di reperite, organizzare, custodire ed eventualmente distribuire il vettovagliamento della Guardia Episcopale, sia nel periodo di pace che nei periodi di guerra.

I.1.1: L'Intendenza è un ufficio attivo e pubblico della Guardia Episcopale; solo gli alti gradi dell'Intendenza Italica e di ogni Provincia Ecclesiastica, comunque, saranno costantemente informati delle reali possibilità della Guardia Episcopale.

I.1.2: Sarà compito del Primo Intendente organizzare e supervisionare il lavoro dell'Intendente di Vidamia, assicurandosi che questi sia in grado di farlo.

I.1.3: Compito dell' Intendenza sarà, oltre allo stoccaggio della merce, delle derrate e dei fondi monetari della Vidamia, tenere sott'occhio gli andamenti dei mercati della propria Vidamia di appartenenza al fine di agevolare il mercato interno della Guardia Episcopale, sfruttando le nostre risorse via terra e via mare.

I.1.4: Compito dell' Intendente di Vidamia, sarà tenere il conto dei beni materiali della propria Vidamia, facendo rapporto costante nella sala dell' Intendenza presso la Fortezza Motarde d'Ascalon.
Sarà invece ogni singolo membro della Guardia Episcopale a tenere il proprio "magazzino", aggiornando periodicamente l'Intendente di Vidamia della propria situazione ed eventualmente - in base alle esigenze della Guardia Episcopale, della Vidamia o del milite in questione - consegnandogli parte del proprio fondo previo accordo.

Capitolo II: Della gararchia dell'Intendenza

II.1: Il Primo Intendente, è responsabile dell'Intendenza in seno alla Guardia Episcopale e veglia alla sua buona amministrazione.
La quadruplice causa:
La causa materiale = deve occupare un Grado minimo di Dignitario all'epoca della sua nomina.
La causa efficiente = è designato dal Consiglio degli Alti Dignitari della Guardia Episcopale.
La causa formale = è nominato dal Prefetto dei vidami o da un suo vice.
La causa finale = Egli presiede l'Intendenza.
Ha il compito di tenere periodicamente aggiornato il registro dell'Intendenza, che riporterà le proprietà ed i beni della G.E. sul suolo della regione geodogmatica.

II.2 Il Secondo Intendente, è incaricato di coadiuvare il Primo Intendente e di sostituirlo con diritto di voto al Consiglio degli Alti Dignitari in caso di sua assenza.

II.3: L'Intendenza Italica è suddivisa in 9 frazioni o Vidamie : Roma, Genova, Aquileia, Milano, Firenze, Pisa, Ravenna, Siena e Capua.

II.4: Alla guida di ogni Vidamia ci sarà un Intendente di Vidamia, alle dirette dipendenze del Primo Intendente Italico.
Per essere eleggibili alla carica di Intendente di Vidamia bisogna avere maturato una minima esperienza nel ruolo di Sergente.

II.4.2: Eventuali gradi inferiori saranno attribuiti dall'Intendente di Vidamia, previo accordo con il Primo Intendente, primariamente per meriti et disciplina nell'adempiere al proprio lavoro, senza che questi siano gradi ufficiali nella scala gerarchica della Guardia Episcopale e/o dell'Intendenza.

II.4.4: In assenza di Intendenti in una delle Vidamie, spetta al Vidame stesso ricoprire ad interim le funzioni di Intendente per il territorio della propria Vidamia.

Capitolo III : Del Reclutamento

III.1: Ogni membro della Guardia Episcopale è tenuto a partecipare attivamente alle richieste dell'Intendenza, per quelle che sono le proprie capacità e possibilità.

III.2 : Chi volesse partecipare attivamente al lavoro dell'Intendenza, laddove la Vidamia ne richieda la necessità o non veda coperti i principali ruoli organizzativi, può farne richiesta, all'Intendente di Vidamia.
In mancanza di quest'ultimo può portare la sua domanda al Primo Intendente o al suo sostituto.

III.3 : Il numero di posti disponibili in ogni Vidamia è determinato dall'Intendente di Vidamia, in accordo con il Primo Intendente.

Capitolo IV: Del die Sancti Michaelis Archangeli - Del giorno di San Michele Arcangelo

IV.1: Sono decretati i giorni in onore del patrono della nostra fortezza. In questi giorni, il settimo ed il ventesimo di ogni mese, tutto l'esercito recante le effigi della Guardia Episcopale, dal Cadetto al Prefetto dei Vidami, lavorerà per poi donare il frutto della propria fatica all'Intendenza, permettendo così all'Ordine di avere un fondo in denaro e/o beni utile per i tempi di necessità. Questa si caratterizza come missione in tempo di pace.

IV.2: Il valore della donazione sarà diverso in base al grado ricoperto nella gerarchia ed è così stabilito:
- Cadetto: 5 ducati
- Corpo di Guardia: 15 ducati
- Dignitari: 20 ducati
- Alti Dignitari: 25 ducati

IV.3: Eventuali esenzioni saranno guardate singolarmente e decise dal Primo Intendente in accordo con l'Intendente di Vidamia.
Chi volesse avanzare richieste di esenzione temporanea/permanente porterà in privato le sue motivazioni al Primo Intendente, che ne discuterà con il Consiglio degli Allti Dignitari della Guardia Episcopale.

IV.4: Le donazioni fatte alla Guardia Episcopale appartengono ad essa e nel caso un milite vada a rendersi indisponibile, deve prima consegnare all' Intendente di Vidamia tutto quanto appartiene alla Guardia.

Capitolo V: Della Disciplina dell'Intendenza
V.1: Mancanze in seno all' Intendenza o verso l' Intendenza saranno fatte presenti all' Ala Giuridica da un qualsiasi Intendente, con l'approvazione del Primo Intendente, e potranno comportare le sanzioni previste dal Diritto Canonico.

Redatto in prima copia presso la Fortezza di San Michele Arcangelo il giorno X nel mese I dell'anno di Nostro Signore MCDLX.


Prefetto dei Vidami della Guardia Episcopale Italica


Mons. Grumio Borgia
Primo Intendente della Guardia Episcopale Italica
Vidame di Ravenna


Mons. Tridinum Borgia delle Fiamme Ardenti
Primo Cancelliere della Guardia Episcopale Italica
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